La pulizia del territorio dipende da tutti. E per quanto concerne le aree private spetta, ovviamente, ai rispettivi proprietari. Dato che, in seguito a controlli effettuati dalla locale polizia municipale, è stato visto come molte aree private versino in stato di abbandono, il Comune ha emesso un’ordinanza che impone di ripulire le zone soprattutto quelle in prossimità di fossi e strade. E non solo: a proprie spese e sotto la propria responsabilità i proprietari dovranno provvedere all’esecuzione periodica di tutte le attività necessarie alla manutenzione e alla pulizia dei fossi, canali di scolo, tratti tombati, cunette, portelle, paratoie, griglie e, in generale, di tutte le opere idrauliche che compongono il reticolo idrografico superficiale minore presente all’interno o lungo i confini delle rispettive proprietà. Questo dovrà avvenire con la rimozione di qualunque ostacolo, struttura o manufatto che possa compromettere il regolare deflusso delle acque meteoriche o pregiudicare la stabilità e tenuta degli argini, aggravando il rischio idraulico per le strade e le proprietà adiacenti. Si dovrà provvedere al taglio e alla gestione della vegetazione, incluse le piante con apparato radicale esposto, instabili o inclinate verso l’alveo, da effettuare almeno due volte l’anno (entro il 30 giugno ed entro il 30 settembre) e comunque ogni qualvolta si renda necessario al fine di mantenere in efficienza l’infrastruttura idraulica e garantire lo scorrimento delle acque. Tutti i residui vegetali e materiali risultanti dagli interventi di sfalcio dovranno essere prontamente rimossi per evitare ostruzioni. I proprietari dovranno anche provvedere al ripristino di fossi o canali eventualmente interrati o ostruiti, attraverso il recupero della sezione idraulica originaria mediante lavori di scavo, approfondimento dell’alveo e, se necessario, il riequilibrio delle pendenze, al fine di assicurare il corretto convogliamento delle acque verso i corsi d’acqua o torrenti recettori. Ed ancora i proprietari, o a chi ne abbia la responsabilità, dovranno provvedere alla regolare manutenzione e pulizia dei tombamenti e pozzetti presenti all’interno delle proprie aree o a confine con strade di qualsiasi genere, mantenendo tali manufatti costantemente liberi da rifiuti o materiali che possano ostacolare il corretto deflusso delle acque, mediante operazioni periodiche di spurgo e sostituendo le tubature, qualora le sezioni delle tubazioni installate risultino non conformi o sufficienti per diametro, previa comunicazione e accordo con gli uffici comunali competenti. Inoltre i proprietari, o a chi ne abbia la responsabilità, di strade o vialetti privati, dovranno impedire che il materiale proveniente dalle strade (come ghiaia, sabbia, terra o altro) possano invadere la sede di strade comunali o vicinali, mantenere regolarmente siepi, rimuovere gli sfalci erbosi nonché dei rifiuti, nelle aree private, anche ad uso pubblico, di tenere le aree in questione sgombre da sterpaglie, sfalci di potature, rovi, erbe infestanti, da immondizie e da rifiuti in genere, mantenendo le stesse aree pulite attraverso periodici sfalci della vegetazione, al fine di evitare, per la tutela della pubblica e privata incolumità, oltre agli interventi calamitosi anche il possibile rischio di propagazione incendi.
Tutti i materiali di risulta derivanti dalle opere di pulizia e manutenzione dovranno essere smaltiti nel rispetto della normativa vigente. Verranno effettuati controlli da parte della polizia municipale e chi non ottempera all’ordinanza sarà punito con una sanzione che va da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 500 euro. In caso di inadempienze l’amministrazione comunale, previa ingiunzione, si riserva di dar luogo all’esecuzione d’ufficio dei suddetti interventi con rivalsa delle spese a carico degli inadempienti.
“Con la nuova ordinanza – precisa l’assessore all’ambiente Piero Baroncelli – non abbiamo fatto altro che integrare le due già esistenti in materia e risalenti al 2010. Gli ultimi eventi alluvionali, che non hanno risparmiato Poggio, non devono essere sottovalutati ed è giusto che l’amministrazione si muova con tutti gli strumenti a disposizione per prevenire possibili allagamenti di strade. Noi, come Comune, facciamo la nostra parte ma non possiamo certo intervenire nelle aree private che devono essere tenute pulite da parte dei proprietari. Preciso – termina Baroncelli - che non vogliamo fare cassa e andare a colpire con la sanzione chi non si uniforma all’ordinanza ma qualora dovessimo vedere che le aree private siano tenute in modo non consono sarà nostro dovere prendere i dovuti accorgimenti”.
In allegato l'ordinanza.